Biofouling e decarbonizzazione navale: perché l’efficienza di una nave comincia dallo scafo

Quando si parla di decarbonizzazione nel settore navale, l’attenzione si concentra quasi sempre su carburanti alternativi, motori più efficienti e nuove tecnologie di propulsione.
Eppure, esiste un fattore molto più concreto e spesso sottovalutato che incide direttamente su consumi, prestazioni ed emissioni: lo stato dello scafo.
Il biofouling, cioè l’accumulo di organismi marini sulla carena, aumenta l’attrito durante la navigazione, compromette l’efficienza idrodinamica e incide in modo diretto sui consumi di carburante. La nuova ISO 6319:2026 evidenzia che il biofouling è stimato in grado di aumentare mediamente il consumo di carburante di una nave di circa il 9%, con impatti ambientali ed economici rilevanti.
Perché il biofouling è un problema strategico
Un aumento dell’attrito significa una cosa molto semplice: per muoversi, la nave ha bisogno di più energia. Più energia significa:
più carburante consumato
più emissioni
maggiore usura
prestazioni meno costanti nel tempo
Per questo motivo, il biofouling non è più solo un tema di manutenzione ordinaria, ma è diventato un argomento centrale nelle strategie di efficienza e sostenibilità del settore marittimo. La stessa ISO 6319:2026 sottolinea che il biofouling aumenta la resistenza dello scafo, riduce l’efficienza del propulsore e accresce consumi, emissioni di gas serra e inquinamento atmosferico.

Il settore si sta muovendo: non è più solo una buona pratica
Il tema del Biofouling e decarbonizzazione navale oggi è così rilevante che anche l’IMO – International Maritime Organization sta lavorando allo sviluppo di un futuro quadro giuridicamente vincolante sulla gestione dello stesso. Durante la sessione PPR 13 del febbraio 2026, sono stati definiti gli elementi fondamentali per guidare questo lavoro e avviare la futura struttura normativa internazionale.
Questo significa che la gestione dello scafo sta diventando sempre più un tema strategico, non soltanto operativo.
Preparazione superficiale, rivestimenti e manutenzione: il vero vantaggio competitivo
In questo scenario, attività come:
preparazione delle superfici
rivestimenti anticorrosivi
protezione degli asset
manutenzione programmata
assumono un ruolo decisivo.
Non si tratta semplicemente di “riparare” una superficie o intervenire quando il problema è ormai evidente. Si tratta invece di preservare l’efficienza dell’asset nel tempo, ridurre il rischio di deterioramento accelerato e mantenere standard elevati di performance.
Ed è proprio qui che si inserisce il valore di un partner tecnico qualificato.
Il ruolo di Holson Impianti

Per Holson Impianti, la protezione delle superfici non è solo una fase esecutiva, ma un processo tecnico che richiede analisi, esperienza, precisione operativa e continuità di metodo. In contesti industriali e navali, intervenire correttamente significa conoscere i materiali, valutare le condizioni del supporto, scegliere la preparazione più adatta e applicare sistemi di protezione in modo coerente con gli obiettivi di durata e performance.
La professionalità di Holson si esprime proprio in questo approccio:
attenzione al dettaglio
competenza tecnica
visione preventiva
capacità di intervenire con soluzioni affidabili e strutturate
Perché oggi, più che mai, una superficie ben trattata non è solo una superficie protetta: è una superficie che lavora meglio, dura di più e contribuisce all’efficienza complessiva dell’impianto o dell’asset navale.
Efficienza e sostenibilità passano anche dalla manutenzione
La sostenibilità non passa soltanto dall’innovazione più visibile.
Spesso passa da ciò che permette a un’infrastruttura, a una nave o a un impianto di durare di più, consumare meno e mantenere prestazioni costanti nel tempo.
Investire in preparazione superficiale, protezione anticorrosiva e manutenzione programmata significa quindi agire su tre livelli:
tecnico, perché si preservano le performance
economico, perché si riducono inefficienze e interventi straordinari
ambientale, perché minori consumi ed efficienza più alta significano anche minore impatto

Conclusione
La decarbonizzazione di una nave non parte solo dai motori o dai carburanti del futuro.
Parte anche da una gestione più consapevole dello scafo, delle sue superfici e della sua efficienza nel tempo.
Il biofouling è una criticità concreta, misurabile e oggi sempre più centrale anche a livello normativo. Per affrontarla servono competenze tecniche, interventi corretti e una visione orientata alla prevenzione.
Holson Impianti opera proprio in questa direzione: trasformare la manutenzione e la protezione delle superfici in un vero strumento di efficienza, affidabilità e valore nel lungo periodo.
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